No al dosso di Via XX settembre a Lurate Caccivio. Parola del sindaco Palamara
Aprile 26th, 2010 by Rocco
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Cento firme sollecitano il dosso antivelocitÃ
«Dopo la rimozione pericoli in via XX Settembre» - Ma il Comune non è intenzionato al dietro front
LURATE CACCIVIO (M. Cl.) - Cento firme per chiedere il ripristino del dosso in via Venti Settembre, prima della chiesa di Caccivio, pressoché all’altezza dell’incrocio con via Carovelli.
I firmatari - residenti in zona - lamentano che, a seguito della rimozione del dosso - o, meglio, del dissuasore di velocità -, auto e moto hanno ripreso a circolare a velocità sostenuta, creando situazioni di pericolo per coloro che attraversano sulle strisce pedonali, per i ragazzi che frequentano l’oratorio di Caccivio e percorrono il primo tratto di via Venti Settembre a piedi o in bicicletta spesso anche da soli e per chi si reca in chiesa. Altrettanto critica, a detta dei residenti, l’immissione sulla strada provenendo da via Carovelli per coloro che hanno l’abitazione con uscita a raso su via Venti Settembre.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di riposizionare al più presto il dosso, al fine di evitare incidenti e situazioni pericolose. Il sindaco Rocco Palamara non intende retrocedere rispetto alla decisione, assunta poco meno di un anno fa, di rimuoverlo: «Dove è stato tolto, non si ravvisa la necessità di sostituirlo. C’è già un dosso verso via Colombaio, poi la curva che di per sé invita a rallentare e a seguire, una cinquantina di metri dopo, un altro dosso tra la chiesa e via Bulgaro. Finora non si sono verificati incidenti; quando il vecchio dosso fu posizionato non erano stati ancora collocati i dissuasori su via Oltrona, che contribuiscono a rallentare la velocità dei veicoli che arrivano da quella direzione. Mentre chi proviene da via Venti Settembre viene indotto a frenare dalla presenza di un dosso prima della chiesa e dalla leggera curva davanti alla parrocchiale».
Effetto rallentatore che i residenti contestano: secondo loro, la curva non spezzerebbe la velocità . «Riposizionare il dosso ? conclude Palamara - provocherebbe più disagi che benefici; il vecchio dissuasore era stato rimosso perché disturbava a tal punto lo studio medico presente in zona da impedirne quasi l’attività , oltre a guastare il sonno dei residenti; le vibrazioni prodotte soprattutto al passaggio di mezzi pesanti avrebbero potuto lesionare un’abitazione già in stato precario».Cento firme sollecitano il dosso antivelocitÃ
«Dopo la rimozione pericoli in via XX Settembre» - Ma il Comune non è intenzionato al dietro front
da soli e per chi si reca in chiesa. Altrettanto critica, a detta dei residenti, l’immissione sulla strada provenendo da via Carovelli per coloro che hanno l’abitazione con uscita a raso su via Venti Settembre.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di riposizionare al più presto il dosso, al fine di evitare incidenti e situazioni pericolose. Il sindaco Rocco Palamara non intende retrocedere rispetto alla decisione, assunta poco meno di un anno fa, di rimuoverlo: «Dove è stato tolto, non si ravvisa la necessità di sostituirlo. C’è già un dosso verso via Colombaio, poi la curva che di per sé invita a rallentare e a seguire, una cinquantina di metri dopo, un altro dosso tra la chiesa e via Bulgaro. Finora non si sono verificati incidenti; quando il vecchio dosso fu posizionato non erano stati ancora collocati i dissuasori su via Oltrona, che contribuiscono a rallentare la velocità dei veicoli che arrivano da quella direzione. Mentre chi proviene da via Venti Settembre viene indotto a frenare dalla presenza di un dosso prima della chiesa e dalla leggera curva davanti alla parrocchiale».
Effetto rallentatore che i residenti contestano: secondo loro, la curva non spezzerebbe la velocità . «Riposizionare il dosso - conclude Palamara - provocherebbe più disagi che benefici; il vecchio dissuasore era stato rimosso perché disturbava a tal punto lo studio medico presente in zona da impedirne quasi l’attività , oltre a guastare il sonno dei residenti; le vibrazioni prodotte soprattutto al passaggio di mezzi pesanti avrebbero potuto lesionare un’abitazione già in stato precario».
Fonte: www.laprovincia.it del 24 aprlile 2010

