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Giuramento di Rocco Palamara, nuovo sindaco di Lurate Caccivio

Giugno 19th, 2009 by Rocco

GRAZIE LURATE CACCIVIO!

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GIURAMENTO DEL SINDACO ROCCO PALAMARA DI LURATE CACCIVIO

Cari concittadini,
prima di giurare ritengo opportuno e doveroso da parte mia ringraziare tutti gli elettori , tutti gli abitanti di Lurate Caccivio, che mi hanno dato questo grande onore e questa grande gioia di fare il Sindaco di Lurate Caccivio.
Io non sono nato a Lurate Caccivio, vi abito da 37 anni, ma vi posso garantire che amo questo paese come la mia stessa vita. Sono innamorato di Lurate Caccivio, ho avuto un sogno, quello di diventare Sindaco. Questo sogno, grazie alla fiducia dei cittadini, l’ho realizzato. Ho avuto la più alta percentuale di voti da quando è stata istituita l’elezione diretta del Sindaco. Il 57%, qualcosa in più.
Adesso il mio obiettivo è quello di diventare il Sindaco più amato di Lurate Caccivio; per fare questo lavorerò 12 ore al giorno, cercherò di sfruttare al meglio le mie capacità e cercherò di ascoltarvi tutti. Già il mio primo impegno è stato mantenuto, che è quello della presenza quotidiana del Sindaco in municipio e nel paese. Già da lunedì, partirà l’istituzione del numero verde, e tutti quei cittadini che non potranno parlare con il Sindaco perché sono malati o perché non hanno il tempo, per due ore la settimana possono gratuitamente parlare con me. Questo non costerà niente ai cittadini. A me costerà fatica, ma lo farò volentieri. Con me i cittadini potranno parlare nei bar, nelle strade, dappertutto.
Io sarò sempre pronto ad ascoltarli, ad accogliere i loro suggerimenti e a cercare, se possibile, di risolvere i loro problemi.
I Consiglieri saranno alla pari, non farò distinzione tra i Consiglieri di maggioranza e di opposizione. Cercherò di trattarli tutti alla stessa maniera.
Il vostro Sindaco saluterà per primo tutti i Consiglieri, tutti i cittadini che incontrerà lungo le vie. Mi auguro che rispondano, se non rispondono la prima volta, continuerò a salutarli la seconda. Si deve realizzare un clima nuovo a Lurate Caccivio, il nostro paese deve diventare una comunità dove regna l’amore e il rispetto, l’umiltà. Io ho detto in campagna elettorale che non mi riterrò mai il re di Lurate Caccivio, ma il suddito di Lurate Caccivio, perché per me il re è il popolo sovrano. E io sarò il suo suddito, cioè il suo servitore, e quindi cercherò in tutti i modi e con ogni mezzo di servire i cittadini di Lurate Caccivio.

Per quanto riguarda il programma, cercherò di impegnarmi al massimo per realizzare il programma, però una cosa è certa: per quanto riguarda la disponibilità del Sindaco, la presenza del Sindaco, su questo io continuerò ad essere sempre quello che sono stato.
Vi ringrazio della vostra cortese attenzione, e adesso passo con grande orgoglio, con grande gioia a giurare fedeltà alla nostra comunità, fedeltà alle leggi del nostro Stato, fedeltà agli impegni assunti con voi.
Recito questa formula che mi sta tanto a cuore.
Stasera avrei voluto sentire dopo questo giuramento l’Inno di Mameli.
Purtroppo, per problemi tecnici non è stato possibile, però è come se io lo sentissi, perché l’Inno di Mameli ce l’ho nel cuore. Non so cantarlo, perché altrimenti lo canterei alla fine, però se qualcuno di voi lo vuol cantare, mi farebbe una grande cortesia, un grande piacere.
A questo punto, giuro solennemente di osservare lealmente la Costituzione Italiana. Grazie a tutti e buona serata.

(Giuramento del Sindaco nella seduta del Consiglio Comunale del 19 giugno 2009 ore 21)

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE - SEDUTA PUBBLICA STRAORDINARIA - PRIMA CONVOCAZIONE - che si terrà presso la Sala Consiliare della scuola di via Volta il giorno
VENERDI’ 19 GIUGNO 2009 ore 21.00

per la trattazione dei seguenti argomenti

:

1. Esame della condizione di eleggibilità del Sindaco e dei consiglieri comunali eletti (capo II - titolo III D. Lgs. 267/2000);

2. Giuramento del Sindaco (art. 50, comma 11, D. Lgs. 267/2000);

3. Comunicazione nomina dei componenti della Giunta comunale;

4. Presentazione e approvazione linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2009/2014;

5. Definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune e del Consiglio presso enti, aziende ed istituzioni;

6. Nomina Commissione Elettorale Comunale.

Qualora la seduta non fosse legalmente valida, il Consiglio Comunale si intende già riconvocato in seduta di seconda convocazione per il giorno lunedì 22 giugno 2009 ore 21.00 presso la Sala Consiliare della scuola di via Volta.

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IL sindaco Rocco Palamara rimuove il cordolo contro Lurate Caccivio

Dopo il semaforo eliminata anche la chicane

Il cordolo posizionato per limitare la velocità in via XXV Aprile era stato oggetto di critiche

LURATE CACCIVIO(M. Cl.) Dopo il semaforo “blocca traffico”" di via Varesina, eliminata anche la chicane in via XXV Aprile. Il nuovo corso del neo sindaco Rocco Palamara è iniziato con due blitz. Mercoledì era stato spento il semaforo sulla statale e lasciato in funzione soltanto come impianto pedonale a chiamata. Adesso è stato rimosso anche il cordolo in via XXV Aprile, retaggio dell’originaria e più ampia chicane realizzata dall’amministrazione precedente per indurre una diminuzione della velocità.
«Erano due precisi impegni che avevo assunto in campagna elettorale, li ho mantenuti e i cittadini hanno apprezzato - spiega Palamara - Il semaforo creava troppe code, la gente non lo voleva. Il cordolo lasciato in via XXV Aprile costituiva un elemento di pericolo, anziché aumentare le condizioni di sicurezza. Ragion per cui l’abbiamo eliminato e ridisegnato la strada, com’era in precedenza». A ruota sarà la volta dei dossi, ribattezzati “sfascia auto”, finiti nel mirino del “sindaco picconatore”, e dello smantellamento dello sbarramento che blocca via Carovelli in direzione di Bulgarograsso.
«Faremo un sopralluogo nei prossimi giorni, per valutare quale sia la soluzione migliore per consentire la riapertura al transito veicolare, eccezion fatta per i mezzi pesanti - conclude Palamara - Trattandosi di una zona frequentata da pedoni, probabilmente posizioneremo dei dossi per limitare la velocità».
16/06/2009 www.laprovinciadicomo.it

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il-sindaco-palamara-nomina-la-nuova-giunta-di-lurate-caccivio

Palamara risparmia un assessore

Si delinea la mappa del potere locale. A Lurate Caccivio, il sindaco Rocco Palamara sarà affiancato da Giampaolo Strada come vice, con delega alla pubblica istruzione e cultura; Giuseppe Riniti sarà assessore ai lavori pubblici e patrimonio, Fernando Lamorgese assessore al bilancio, Antonino Spoto ai servizi sociali. Al consigliere Luca Calabrò è stata assegnata la delega alla famiglia, a Matteo Pagani quella allo sport.
«Nella scelta del vicesindaco ho tenuto fede all’accordo fatto tra le liste “Il Gelso” e “Lurate Caccivio libera” confluite nel Pdl - spiega Palamara . Per il resto abbiamo rispettato le indicazioni espresse dagli elettori con le preferenze e lasciato ai singoli assessori la scelta di quale settore occuparsi. Ho tenuto la delega all’urbanistica, per risparmiare un assessorato. A tal proposito, abbiamo voluto dare un segnale di contenimento delle spese in considerazione del momento di crisi, riducendo da sei a quattro gli assessorati. Tutti i consiglieri che hanno voglia di lavorare avranno deleghe specifiche, anche per consentire soprattutto ai giovani di fare esperienza».www.laprovinciadicomo.it del 12 giugno 2009


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La minoranza fa opposizione strumentale perchè non accetta la propria sconfitta elettorale

LURATE CACCIVIO. Contestata dalla minoranza l’eleggibilità dei consiglieri, nonché assessori, Giampaolo Strada e Giuseppe Riniti. Parte nel segno dello scontro politico la prima del sindaco Rocco Palamara. Sospesa la convalida dell’elezione di Strada a consigliere in attesa che rimuova la causa d’incompatibilità, ratificata quella di Riniti. L’opposizione ha sollevato dubbi di ordine legale e soprattutto di opportunità: «È incompatibile con l’elezione a consigliere il fatto che il vicesindaco Giampaolo Strada non abbia pagato per tre anni la tariffa rifiuti - ha osservato l’ex sindaco Emilio Botta - . C’è una questione morale: per fare il vicesindaco si devono pagare i tributi come tutti i cittadini. Non è una svista, sono tre anni, gli abbiamo mandato dei solleciti. Abbiamo chiesto di verificare se la condanna in primo grado per abuso edilizio subita da Riniti costituisca un’impossibilità a essere eletto e, comunque, c’è un problema di opportunità. Sarebbe preferibile aspettasse di chiarire la sua posizione, prima di fare l’assessore ai lavori pubblici. Non l’ha denunciato l’amministrazione, ma un privato. A seguito di verifiche, è stato accertato l’abuso edilizio; gli uffici hanno inviato la pratica in Procura ed è stato condannato».
Il vicesindaco: «Devo controllare il motivo per cui qualche bolletta non è stata pagata. La cosa verrà sistemata; le fatture saranno saldate e tutto rientrerà».
Amareggiato Riniti: «Ho eseguito una variante in corso d’opera per trasformare un locale da box a camera, consentita dalle normative, ma presentata con tre giorni di ritardo. Ho chiesto una sanatoria, supportata da parere legale e tecnico, che la passata amministrazione mi ha negato. È una sciocchezza, ma volutamente cavalcata politicamente. Non ho un contenzioso in corso col Comune, è un fatto privato. Ero incensurato e la condanna a un mese non ha comportato la pena accessoria d’interdizione dai pubblici uffici. Resta l’amarezza di essere colpito a livello personale per una speculazione politica».
Il sindaco Palamara: «Sono questioni strumentali. Non è un abuso, quanto un cambio di destinazione: 12 metri quadrati a pian terreno trasformati da box in camera. Ha chiesto la sanatoria, ma l’ex sindaco gliel’ha rifiutata, mentre è stata concessa ad altri nello stesso cortile. È una questione politica. Non è giusto che per una sciocchezza, che nel nuovo Pgt si potrà fare senza autorizzazione, Riniti venga fatto passare per un abusivista. Non potendo colpire me, colpiscono lui. Mentre per Strada è stata sospesa la convalida della elezione, in attesa che paghi le tasse in sospeso. È stata una dimenticanza. All’interessato risulta un sollecito a suo tempo pagato e poi null’altro; senza notifica e quindi messa in mora non c’è contenzioso, ma solo un ritardo nel pagamento. Tuttavia, per essere rispettoso della legge e non procedere a colpi di maggioranza, ho preferito rinviare la convalida tra dieci giorni, in attesa che rimuova l’incompatibilità». L’assessore Fernando Lamorgese: «Sono questioni pretestuose. Come mai il problema della presunta incompatibilità di Riniti non è stato sollevato quando era consigliere di minoranza, dato che la condanna risale al 2007?»
Manuela Clerici 21/06/2009 www.laprovinciadicomo.it

Ti proponiamo la lettera al Corriere della Sera del deputato del Pdl, Deborah Bergamini, pubblicata il 18 giugno 2009

Caro direttore,

salvare Catilina, salvare la Repubblica. Roma, I secolo A.C.: Lucio Sergio Catilina è un patrizio romano, uomo coraggioso e di parola. In breve tempo percorre con inaspettato successo tutta la carriera politica, coltivando idee di giustizia sociale e libertà. Per tre volte tenta di raggiungere la carica di console, massima autorità repubblicana, spinto da un consenso popolare straordinario frutto di posizioni anticonformiste, progetti di riforma e profondo senso della Patria.

Per tre volte i poteri forti del tempo utilizzano tutti i mezzi, leciti ed illeciti, per combatterlo e sconfiggerlo. Nella Roma del 50 a.C. esisteva una norma molto lontana dall’attuale concezione del diritto, che alcune moderne marionette del giustizialismo italico vorrebbero applicare anche alla nostra democrazia: ai cittadini romani anche solo inquisiti veniva impedito l’accesso ad ogni carica pubblica. Ed è sulla base di questa norma che Lucio Sergio Catilina viene per due volte accusato di nefandezze a pochi giorni dalle elezioni, interdetto e poi assolto dopo il voto.

Ma a chi vede in Catilina e nel suo partito un pericolo troppo grande per i propri interessi, l’esclusione anche solo temporanea del “rivoluzionario conservatore” non può bastare: occorre distruggerne il consenso per intero. Il compito viene affidato al più famoso e abile avvocato del tempo, Marco Tullio Cicerone, alla sua spregiudicatezza e alla sua straordinaria capacità di falsificare i fatti. Cicerone trasforma Catilina in un hostis, un nemico della Patria, servendosi dei più efficaci strumenti dell’epoca: dalle accuse basate su lettere anonime, ai brogli elettorali, ai discorsi retorici tesi a costruire l’immagine più degenerata del suo avversario, fino alle palesi violazioni della legge romana. Tra le accuse più infamanti, Cicerone imputa a Catilina di aver corrotto una giovane vestale, vergine e consacrata alla dea del focolare.

Ci spostiamo di oltre 2000 anni. Al famoso avvocato pensano di sostituirsi procure politicizzate e redazioni di giornali. Al posto delle orazioni di Cicerone, si ascoltano i teoremi mediatici e giudiziari, si assiste all’uso spesso indecente di foto, video e intercettazioni. La tentazione è sempre la stessa: demonizzare il “rivoluzionario conservatore” di oggi. Gli optimates di ieri che armarono le azioni di Cicerone erano i rappresentanti di una classe senatoriale gelosa custode di privilegi politici ed economici; gli optimates che violentano le regole di oggi sono potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali. Il potere non accetta gli imprevisti e spesso i grandi riformatori, gli uomini in grado di cambiare la storia, si presentano all’appuntamento senza bussare. Questo li rende inaccettabili.

Ma la storia maledice il suo ritorno. Il suo tragico fugge davanti alla farsa in cui si trasforma. E così accade che oggi, per distruggere l’uomo che sta cambiando l’Italia, si è persino disposti a distruggere l’Italia stessa. Minando la fiducia nelle istituzioni che quell’uomo rappresenta, il valore di una democrazia fondata sul consenso popolare, l’immagine di una nazione all’estero e la percezione che il Paese ha di se stesso. Si è disposti a far precipitare la dignità nazionale dentro il buco di una serratura. Un’opera di demolizione che non dovrebbe giovare a nessuno. O forse sì. Quando l’avversario politico viene trasformato per forza in un nemico della patria, quando diviene normale distruggerne il nome, la famiglia, gli amici, i collaboratori, la vita stessa, quando trionfano coloro che accusano per mestiere, con illazioni e teoremi, dietro il velo di un’informazione che è spesso solo fango, allora il diritto scompare, le Repubbliche cadono, le libertà civili si spezzano e i Cesari, quelli veri, arrivano di lì a poco.

18/6/2009 www.ilpopolodellaliberta.it